L'Asociación Nacional de los Animales (ANAA) e la Federación de Asociaciones Protectoras y de Defensa Animal de la Comunidad de Madrid (FAPAM) hanno avviato una campagna informativa per evitare che 192 cani tornino all'allevamento di Altanería, dove presumibilmente venivano maltrattati e soffrivano di gravi malattie. La campagna si chiama Non voglio morire ad Altanería ed è stata avviata una raccolta firme per cercare di diffondere l'informazione ed evitare questa situazione.
Il motivo per cui hanno avviato questa campagna è una continua battaglia giudiziaria dovuta a un errore nella procedura, secondo cui quasi più di 200 vite dovrebbero tornare ad Altanería.

Dopo diversi anni di denunce per porre fine a questa situazione, il 18 gennaio 2018 è stata effettuata un'ispezione del Seprona, il servizio di protezione della natura, della Comunità di Madrid e del Comune di Paracuellos del Jarama presso le strutture di Altanería, dove sono stati prelevati 29 cani, e il 10 maggio 2018 altri due.
Infine, il 31 maggio 2018 la Comunità di Madrid e il SEPRONA sono tornati nelle strutture, dove hanno prelevato circa 192 cani “a causa della completa assenza di garanzie da parte del titolare e responsabile del Centro in cui sono ospitati tali animali, a tutela della loro protezione e benessere, con il conseguente rischio che il loro mantenimento in tali condizioni comporta per la loro salute e il loro benessere”.
I 192 cani sono stati affidati alla custodia di associazioni per la Protezione Animale e famiglie aderenti a tali case di accoglienza e associazioni.
E quasi un anno dopo, quando questi 192 cani erano ormai guariti e recuperati sia fisicamente sia emotivamente, l'associazione ANAA e FAPAM hanno informato che la Comunità di Madrid aveva preso la “decisione di restituirli all'allevamento di Altanería, a causa di un errore nella forma della procedura”.
Sia ANAA sia FAPAM assicurano nella campagna che “più di 80 veterinari ed esperti del comportamento animale hanno fornito relazioni indicando che restituire questi animali all'allevamento dopo un anno di pieno inserimento in una famiglia costituisce un'aberrazione dal punto di vista della deontologia veterinaria: salute e benessere”.
In realtà, il motivo principale per cui ANAA e FAPAM hanno avviato questa campagna informativa è evitare che queste 192 vite, non stiamo parlando di cani, tornino a subire quelle calamità che hanno già subito.
ANAA assicura che “di fronte a tutto questo non ci resta che appellarci al buon senso, all'empatia e alla sensibilità dei cittadini, affinché non si commetta l'ingiustizia di restituire i cani alla situazione precedente. I cani sono già stati vittime di una fabbrica di cuccioli e ora non possono diventare nuovamente vittime di un “errore formale” da parte di chi avrebbe dovuto garantire il loro benessere: la Consejería de Medio Ambiente della CM”.
E aggiunge che “al danno per i cani bisogna aggiungere il danno arrecato a quasi 200 famiglie, molte delle quali con minori, la cui sensibilità ed empatia verso questi animali saranno gravemente compromesse. Non dobbiamo inoltre dimenticare che l'azienda “Altanería S.L.” ha provocato tutta questa situazione, esercitando illegalmente la propria attività da oltre 10 anni e ignorando tutte le decisioni amministrative dal 2012”.
Da ARISTOPET sosteniamo ANAA e FAPAM con questa campagna per cercare di porre fine a questa decisione. E soprattutto perché stiamo parlando di animali, di esseri viventi, non di oggetti. E dopo quasi un anno, durante il quale il processo di recupero di ciascuno di loro è stato molto lungo, poiché soffrivano di numerose malattie come la leishmaniosi, problemi neurologici… Sono stati sottoposti a molti interventi e trattamenti allo scopo di salvare le loro vite. E un anno dopo, ora che sono guariti e felici, si cerca di restituirli a una situazione più o meno simile.
In questo modo, sosteniamo questa campagna affinché questi 192 cani restino con le loro famiglie affidatarie e associazioni, dove sono felici e ricevono l'amore, la salute e l'affetto che meritano. Anche noi abbiamo voluto unirci alla campagna con questa foto #NoquieromorirenAltaneria.

¡Firma e unisciti alla campagna!